ANELLO DI RAPASTELLO

AMELLO-RAPASTELLO

Il punto di partenza è la piccola Chiesa di San Donnino che si raggiunge percorrendo da Pietralunga la S.P.106 della Baucca fino a Cainardi (km. 2) e poi svoltando a destra in direzione Montemaggiore; la piccola chiesa si trova dopo circa 5 km. di strada tortuosa, in corrispondenza del bivio per Caidominici; qui parcheggiamo le auto.
Dirimpetto alla chiesina ci incamminiamo lungo il sentiero 112. In questo tratto va individuata e rispettata scrupolosamente la segnaletica.
Ci si imbatte poi in una strada bianca carrozzabile che va ad incrociare l’asfaltata; da qui prenderemo, poco a valle, un sentiero fra due querce che ci invita a salire. Terminata la salita tra i calanchi, si ritorna sull’asfalto da percorrere fino alla Madonna dei Cinque Faggi. Poco prima della piccola chiesa, ci si collega ad un tratto del Sentiero Italia (SI), che imbocchiamo verso sinistra, in leggera discesa.
Posta ad un incrocio di strade, troviamo la pericolante Osteria delle Rote. Dopo l’Osteria il Sentiero Italia, ben segnalato, continua a salire fino alla cima di monte di Gragnano (770 metri).
La strada continua fra rocce scolpite dall’acqua e dal vento. In vista del casolare Prati, all’altezza di un capanno da caccia, si lascia il Sentiero Italia per riprendere il sentiero 108, che si presenta sulla nostra sinistra.
Il percorso prosegue affiancato ad una recinzione, sulla destra appare la Casella del Vescovo, sede di un’azienda venatoria. Al bivio che si presenterà tenersi a sinistra, quindi prossimi all’ennesima costruzione abbandonata (Casa Fontanelle), ci si ritrova nell’erbata via poderale, che prosegue evidente all’ombra di roverelle. Giunti in un’area boscata, percorso un dosso, virare a sinistra lasciando la strada principale: controllare attentamente la segnaletica. Appena accennato questo nuovo sentiero si snoda fra un boschetto di querce che invita il viaggiatore al cammino, fino ad arrivare ad una larga strada forestale che scende ora fra sempreverdi conifere. Si giunge alla strada asfaltata, che si percorre per un breve tratto, e poi si abbandona per un sentiero che scende sulla sinistra, evidenziato da alcuni pozzi sul lato della via; da qui si attraversa, tramite una piattaforma di cemento, il torrente Soara.
Si prosegue camminando fra il piccolo corso d’acqua e la recinzione che protegge una coltivazione di piante tartufigene, fin quando ricompare, in prossimità di quello che era un antico guado, un segno di sentiero (numero 108) che sale circondato da un bosco di querce. Si costeggia il bosco e ad un incrocio piegare a destra, fino ad arrivare ad un vasto prato. In un angolo troviamo i ruderi del podere Matrella. In questo campo tenersi a sinistra fino a che non si presenta lo sbocco opposto. Alla forcella imboccare il sentiero più basso, meglio evidenziato dal calpestio, e superare le successive recinzioni.
Si rientra su una carreggiabile bianca in prossimità di Rapastello. Superata la fattoria, proseguendo sulla strada asfaltata, in poco tempo arriviamo a San Donnino e alle auto.
Se invece abbiamo ancora tempo ed energie, all’altezza di uno stagno lasciamo la strada principale per una mulattiera che scende fra vasti prati, bellissimi in primavera.
Arrivati ad un bivio, teniamo la sinistra inoltrandoci in un boschetto fin quando ci si trova su una carreggiabile inghiaiata: qui, si lascia il sentiero 108 e l’itinerario proseguirà sul sentiero 112. In questo punto si apre un bel panorama sulle cime degli Appennini.
Si percorre la carreggiabile verso destra e in una manciata di minuti, dopo un dosso, si scoprono i ruderi della chiesa di S. Angelo di Fonteroccoli, oggi dirute mura impreziosite da due monofore.
Si ritorna sui propri passi e si prosegue il sentiero 112 nell’altro senso di marcia. Si arriva alla strada asfaltata Cainardi-Rapastello, pochi passi verso destra e si è di nuovo a San Donnino.

Periodo: tutto l’anno esclusi i mesi invernali
Tipo di turismo: percorso vario, piacevole, a tratti un po’ faticoso, sempre interessante.  Adatto al turismo attivo, all’ecoturismo e, per la bellezza dei paesaggi, all’escursionismo.
Tipo di percorso: ad anello, su sentiero e strada bianca – segnato vernice bianca/rossa
Punti d’interesse: storico/architettonico (Ruderi della Chiesa di Sant’Angelo)
paesaggistico (vallata del torrente Soara,)
Servizi complementari: Non ci sono agriturismi o ristoranti lungo il percorso
Aneddoti: In questo territorio vi era il castello di Fonteroccoli, che fu probabilmente preso insieme a quelli di Pietralunga e Castelfranco da Francesco Piccinino, figlio del più noto Niccolò, anche lui, come il padre, capitano di ventura. I resti sono oggi identificabili su un’altura chiamata il Montaccio, poco distante dalla chiesa di S. Angelo, in posizione dominante sulla valle del Carpina. Nel distretto del castello, poste al di fuori delle mura, la chiesina di S. Angelo ed una dedicata a S. Donnino, che una leggenda devozionale narra che abbia guarito un idrofobo dandogli da bere acqua e vino, da lui benedetti.

 

Stato segnaletica: sentieri 108, 112 e parte del 00SI (Sentiero Italia) segnati con frecce e vernice bianca/rossa
Stato manutenzione:
Lunghezza: 13 KM
Dislivello: 350 m
Durata: 4h 30
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